Romania


 

La Romania è uno Stato membro dell’Unione europea e dell’ONU, situato in Europa centro-orientale nell’area attigua alla penisola balcanica. Ha una popolazione di 19 237 582 abitanti e una superficie di 238 391 km². La sua capitale è Bucarest.

Confina a ovest con l’Ungheria e la Serbia, a sud con la Bulgaria, a est con il Mar Nero e la Moldaviae a nord con l’Ucraina.  Attualmente la popolazione è di 20.121.641 abitanti. La mortalità infantile è del 20 per mille, circa tre volte superiore a quella italiana. L’aspettativa di vita è di 72,45 anni. La popolazione si addensa nelle aree urbane per il 64%. Negli ultimi anni la Romania è stata soggetta a forte migrazioni sia al suo interno sia verso l’estero; infatti la Romania con oltre 2,5 milioni di residenti in un altro Stato Membro dell’Unione Europea si è confermata nel panorama europeo come la collettività maggiormente propensa alla mobilità interna intercomunitaria, raggiungendo per numeri quella turca e superando di gran lunga quelle polacca, marocchina e italiana.

Vi sono delle notevoli minoranze ungheresi (concentrate principalmente in Transilvania) e, in misura minore, rom, tedesche, ucraine (soprattutto nelle regioni settentrionali; 0,3% della popolazione totale del paese), Le numerose minoranze etniche, oltre una ventina, sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare.

Per la maggior parte i romeni appartengono alla Chiesa ortodossa romena. Il Cattolicesimo di rito latino è praticato soprattutto dagli ungheresi, che in gran parte vivono in Transilvania e nella Moldavia romena, mentre il Cattolicesimo di rito bizantino è praticato dai romeni di Transilvania, fedeli della Chiesa greco-cattolica rumena. Il protestantesimo, è principalmente praticato da popolazioni di origine tedesca e ungherese della Transilvania.

La lingua ufficiale è il romeno, una lingua neolatina. La struttura linguistica basata sulle declinazioni è di origine latina, Il lessico deriva dal latino e da altre lingue romanze, francese in primis, con importanti influenze linguistiche slave, generalmente balcaniche, e turche. Va ricordato inoltre che solo nel XIX secolo l’alfabeto latino ha sostituito il cirillico, impiegato fino ad allora dal clero e dall’aristocrazia.