Uzbekistan


 

L’Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell’Uzbekistan è uno stato dell’Asia centrale, già parte dell’Unione Sovietica. Confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l’Afghanistan e il Turkmenistan; assieme al Liechtenstein è l’unico paese al mondo doppiamente senza sbocchi sul mare, ovvero che non ha sbocco sul mare e confina con stati anch’essi tutti senza sbocco sul mare. 

 

La maggior parte del territorio è ricoperto dalla tipica vegetazione dei deserti centro-asiatici, detta tugai, con cespugli ed erba, che ospita, il lupo, la volpe, la gazzella, l’antilope. La foresta ripariale uzbeca, in particolare quella lungo il fiume Amudar’ja, è in gran parte scomparsa ed è venuto meno anche l’habitat di specie protette come il cervo di Buhara; nel 2002 il WWF, insieme alle autorità locali, ha predisposto progetti per la protezione di questo ecosistema. Nelle aree montane vivono invece lupi, orsi, cervi, cinghiali, stambecchi nonché numerose specie di uccelli. L’inquinamento dei terreni e delle acque, causato dall’uso di pesticidi e altri agenti nocivi in agricoltura (specie per la coltivazione intensiva di cotone), ha avuto gravi ripercussioni anche sulla salute della popolazione ed è una delle cause della progressiva salinizzazione dei suoli, ma sono l’evaporazione del lago d’Aral e la scomparsa del suo ecosistema a rappresentare la più urgente questione che il Paese si trova a dover affrontare. Il 1,9% del territorio costituisce zona protetta e comprende due parchi nazionali e varie altre aree protette.

L’Uzbekistan è lo stato più popoloso dell’Asia centrale. I suoi 27,4 milioni di abitanti, concentrati nel Sud e nell’Est del paese, costituiscono infatti circa la metà della popolazione totale dell’area. L’Uzbekistan, al tempo dell’Unione Sovietica, era una delle repubbliche più povere; gran parte della popolazione era occupata nella coltivazione del cotone in piccole comunità rurali. Ancora oggi, buona parte degli abitanti vive nelle campagne e dipende dall’attività agricola per la propria sussistenza.

La lingua ufficiale è l’uzbeko che, dalla proclamazione d’indipendenza non viene più scritto in caratteri cirillici bensì latini. La seconda lingua è il russo, conosciuta quasi da tutte le persone di una certa età, meno da parte dei giovani che conoscono però l’inglese.

La capitale è Tashkent, il cui nome significa “fortezza di pietra” ed è una delle più grandi città dell’Asia Centrale, ha un aspetto prettamente moderno in quanto venne ricostruita dopo il terribile terremoto del 1966.

Divenuta città musulmana nel VIII secolo d.C. fu un importante centro commerciale durante tutto il Medioevo. Per molti secoli il più noto bazar della capitale è stato uno dei più affollati dell’Uzbekistan, o forse di tutta l’Asia centrale, poiché si trova sulla Via della Seta, antica strada commerciale asiatica. La sua posizione non è cambiata in tutti questi anni ma i vecchi edifici sono stati sostituiti da quello moderni. Tuttavia come da secoli qui gli abitanti di Tashkent e dintorni continuano a cercare, spezie, verdure, frutta secca, abbigliamento tradizionale e moderno, compresi i tappeti.

Questo famoso bazar è specializzato in tutto: gioielli ceramiche, vasellame, costumi tradizionali e nazionali e casalinghi. È sempre vivace e anche se non si ha intenzione di acquistare, visitare il posto è sempre un’esperienza da non perdere. Il Chorsu Bazar ha un vasto mercato all’aperto dove troverete tappeti accuratamente intagliati accanto a ceramiche luccicanti che a loro volta sono vicini a cocomeri, uvetta e albicocche e poi tante spezie: zenzero e zafferano, pepe nero e altro, montagne di frutta secca che si trovano sotto la grande cupola turchese.

Non mancano i negozi di scarpe e abbigliamento e negozi di artigianato. In questo antico mercato della capitale potrete acquistare il tyuboteyka nazionale, il tradizionale berretto uzbeko. Troverai anche molti choykhana o “case da tè” dove potrete fermarvi per prende un tè caldo e degli shashlyk kebab. È aperto tutti i giorni della settimana dalle prime ore del mattino e fino a sera.

Uno dei segreti del successo della capitale dell’Uzbekistan è l’alta percentuale di parchi e giardini. Tashkent è una delle città più “verdi” del mondo (circa il 35% del territorio è verde; 68,4 mq di giardino per ogni cittadino). Il più grande dei parchi di Tashkent è l’Alisher Navoi National Park che comprende un grande parco, un grande lago, canali e fontane, un prato e giardini ornamentali. È il posto migliore per sfuggire alla vita caotica. Qui le persone corrono, nuotano, salgono, cavalcano, o semplicemente si siedono e leggono libri in un parco che sembra naturale, ma che in realtà è fatto dall’uomo.

Non perdetevi l’escursione a Chimgan, a 80 km da Tashkent, l’ideale per chi ama gli sport invernali. Un tempo il governatore russo dello zar aveva qui una casa così come i dignitari sovietici in epoca successiva. Fu proprio al tempo del loro “dominio” che la località si affermò come centro turistico a testimonianza dell’amore idolatro dei russi per la neve.

La strada da Tashkent segue da prima il corso del fiume Chirchiq oltrepassando la diga e le installazioni idroelettriche in località omonima per poi raggiungere il villaggio di Khodjakent tra piantagioni di tè inframezzate da boschi odorosi di ginepro e pitture rupestri risalenti all’Età del bronzo. Oltre si incontra la diga di Charvak, eretta nel 1982 e l’omonimo lago artificiale di colore blu intenso.

Samarcanda, è uno spettacolo, o meglio, il Registan, che era una piazza pubblica, dove le persone si riunivano per ascoltare i proclami reali, annunciati da squilli di tubi in rame enormi chiamati dzharchis – e un luogo di esecuzioni pubbliche, è davvero favoloso, specialmente al tramonto e durante la sera, quando è illuminato.

E’ incorniciato da tre madrase (scuole islamiche) di distintiva architettura islamica.

Meno conosciute, ma al pari imponenti ed interessanti, sono il Mausoleo di Tamerlano, la Moschea di Bibi-Khanym, ed il Mausoleo di Rukhobob.

Khiva, invece, si trova a 35 km a sud-ovest di Urgench, è una città sicuramente da visitare durante viaggi in Uzbekistan, situata lungo la via della Seta nella storica regione della Corasmia. La leggenda vuole che il suo fondatore sia stato Sem, figlio di Noè.

Il suo centro storico Itchan Kala, racchiuso da mura e perfettamente conservato, è inserito tra i Patrimoni dell’umanità dall’Unesco. Ha l’aspetto di una fortezza di forma rettangolare composta da imponenti mura e quattro portali di accesso, con la Moschea del Venerdì, risalente al decimo secolo, che domina in altezza sugli altri edifici che la circondano.

Dalle quattro porte situate sui lati delle mura a forma rettangolare si accede al cuore di questa città, che vanta una bella architettura ancora intatta, dove s’innalzano minareti decorati, palazzi, bellissime moschee, madrase, mausolei ed il pittoresco Caravanserraglio.

Palazzo Tash Khauli, che comprende diversi edifici decorati con piastrelle di ceramica e pietre scolpite, adibiti ai bisogni della famiglia reale, come la Sala dei Ricevimenti e l’Harem.

Moschea Juma con le sue 218 colonne di legno fantasiosamente scolpite che sostengono il tetto.

Mausoleo di Pahlavan Makhmud, dedicato al poeta, filosofo e lottatore diventato il santo patrono di Khiva.

Da molti osannata, Bukhara è una tappa obbligata più per la sua storia che è segnata da distruzioni e rinascite: il giro di boa decisivo avvenne nel XVI secolo quando rifiorì commercialmente, tornando a essere la città-mercato dei tempi d’oro della Via della Seta con i suoi innumerevoli bazar e diventando il fulcro della cultura islamica con oltre 300 moschee e 100 madrase. Dopo anni turbolenti segnati dalle guerre tra gli emiri per la successione al trono, Bukhara venne invasa dalle truppe russe (1868) e, all’inizio del ‘900, fu integrata nell’URSS. Oggi nel centro storico di Bukhara sono ubicati oltre 140 edifici protetti di epoca medioevale dall’inestimabile valore che rendono la città un vero e proprio museo a cielo aperto!

Tra le meraviglie da scoprire (anche se ovviamente c’è tanto altro da vedere) segnaliamo sicuramente la Madrasa Mir-i Arab  con i magnifici mosaici che ricoprono tutto il grandissimo portale d’ingresso, le cupole color turchese e il maestoso Minareto, la Madrasa Chor Minor, il bazar coperto che pullula di commercianti di tappeti, i Mausolei di Ismail Samani (con i suoi magnifici interni) e Chashma-Ayub, le incantevoli Moschee di Bolo Hauz, con il colonnato in legno, il soffitto a cassettoni e colorati capitelli intarsiati e Po-i-Kalyan situata ai piedi dell’omonimo Minareto.