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L’Argentina non si attraversa: si attraversa dentro.
È una patria dell’anima, un continente di emozioni dove il tempo si srotola tra città febbrili e orizzonti eterni, tra l’incanto del sud e la quiete del nord, tra il rombo delle cascate e il sussurro delle vigne.
Si parte da Buenos Aires, dove tutto ha inizio.
Città dai mille volti e dalle mille malinconie, Buenos Aires è il battito del tango e il silenzio di Borges, il caos tenero delle strade e l’eleganza di un passato che ancora danza tra i lampioni.
È un incontro, un addio, una promessa. E tu sei lì, al centro del racconto.
Si scivola poi verso la costa atlantica per raggiungere la Penisola di Valdés, santuario di biodiversità e poesia naturale. Qui, il vento porta con sé le voci delle balene, dei leoni marini, dei pinguini: creature che sembrano nate da un sogno patagonico.
È un mondo a parte, dove la natura scrive le sue leggi e l’uomo si ferma in silenzio ad ascoltare.
Poi il grande salto: il sud estremo, Ushuaia, la città alla fine del mondo.
Qui la terra si arrende al mare, le montagne si specchiano nei canali e il cielo sembra più vicino. Un luogo che commuove, dove ogni sasso e ogni albero raccontano storie di esploratori, di naufragi, di coraggio.
Dal ghiaccio al cuore: si arriva a El Calafate, dove regna sovrano il glaciar Perito Moreno, immenso, millenario, vivo.
Il ghiaccio non è mai stato così emozionante. Si muove, respira, canta. E tu lo guardi, e non sei più lo stesso.
Come un brindisi alla bellezza, si arriva a Mendoza, ai piedi delle Ande.
Terra di vini nobili e paesaggi vasti, di quiete e passione, Mendoza è il luogo dove la terra e l’uomo si incontrano nel calice. Qui si assapora il silenzio, si contempla la montagna, si brinda alla vita con un Malbec che racconta più di mille parole.
Ed infine esplode la sinfonia delle Cascate di Iguazú: un inno alla bellezza primordiale.
Più che vederle, le cascate si vivono: ti avvolgono, ti scuotono, ti lavano l’anima. È la natura che recita il suo monologo più potente.
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